La chiesa di Santa Susanna è una delle chiese più antiche di Roma, situata nel Rione Trevi.
Nelle strutture della chiesa sono stati osservati resti di un edificio romano di epoca imperiale[1].
Fu elevata a titolo cardinalizio sul sito delle case di Gabinio e Caio, intitolata alla martire Susanna. Scavi del XIX secolo hanno effettivamente portato alla luce, sotto la confessione (cioè l'altare edificato sul luogo del martirio), i resti di una casa romana del III secolo, ora visibili attraverso la pavimentazione in vetro della sacrestia. Altri scavi del 1990 hanno riportato in luce un sarcofago romano con dentro frammenti di intonaco dipinto.
La chiesa, originariamente detta ad duas domos (cioè presso le case di Gabinio e Caio) e in forma basilicale, fu fatta riedificare prima da papa Leone III, nell'800, e poi completamente da papa Sisto IVnel 1475. L'attuale facciata è opera di Carlo Maderno del 1603.
Dal 7 ottobre 1587, papa Sisto V ne fece la sede della comunità monastica cistercense di san Bernardo (femminile). Il complesso, espropriato con gran parte del convento dallo Stato unitario dopo il1870, ritornò gradualmente in possesso del titolo cardinalizio, assegnato dal 1937 a cardinali americani (per questa ragione è attualmente la chiesa nazionale dei cattolici statunitensi), e attraverso il cardinale Cushing fu restituito in proprietà al monastero cistercense. Nel piano pastorale della diocesi di Roma, la chiesa di Santa Susanna è prima di tutto una chiesa monastica e poi chiesa nazionale. La comunità monastica cistercense femminile è proprietaria del complesso monastico e della stessa chiesa.























